I timori del commissario liquidatore di Messinambiente, Armando Di Maria, di un blocco della raccolta dei rifiuti a Messina, è già realtà. Come si temeva, infatti, la ditta che conferisce i rifiuti alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, ha deciso di fermare il servizio. Da una settimana era stato dato l’ultimatum, in quanto la società è creditrice di ben 570 mila euro e da questa notte si ferma.

La conseguenza sarà che gli autocompattatori, una volta colmi, non riusciranno a raccogliere tutte le 350 tonnellate di immondizia giornalmente prodotte.

Si infuoca, così, la querelle scoppiata tra lo stesso Di Maria e il liquidatore dell’Ato Me 3, Michele Trimboli, che, avendo ricevuto le somma di 2 milioni e 400 mila euro dal Comune, sono reclamati da Messinambiente. Trimboli, invece, ritiene che, piuttosto che impiegarli per i debiti della partecipata e per pagare gli stipendi, bisognerebbe versare gli arretrati alI’Inps, per la regolarità del Durc.

Un braccio di ferro che, finito sul tavolo del commissario Croce, induce oggi quest’ultimo a chiedere le dimissioni di Trimboli, il quale annuncia di rivolgersi alla Procura.

Intanto, tra i tira e molla, a soffrirne è la città, che domani si sveglierà, nuovamente, con le cataste di spazzatura.