E’ iniziato il countdown per l’istituzione del Parco Archeologico di Taormina.

E’ il risultato della seduta del consiglio comunale dello scorso mercoledì, in cui il gruppo consiliare ‘ProgettiAmo Taormina’ ha presentato una proposta di delibera con questa richiesta.

“Un progetto nato circa un anno fa – spiega Giuseppe Composto, capo del gruppo consiliare – a partire dall’attuazione della Finanziaria 2016 che ha negato che il 30% del prezzo del biglietto per l’accesso ai siti culturali andasse al Comune (Legge Ronchey). Il risultato è che non solo non abbiamo più i fondi necessari per far fronte alle problematiche legate ai beni della nostra città. A a ciò si aggiunge il fatto che dal 2011 ad oggi la Regione ha un credito con noi di circa 5 milioni di euro.”

Nella delibera si richiede che nel Parco confluiscano il Teatro Antico, Palazzo Ciampoli, Villa Caronia, Isola Bella, Casteltauro ed aree archeologiche.

“Chiediamo quello che è naturalmente nostro – spiega Composto -, noi rivendichiamo dei territori che appartengono alla Regione che sono affidati al Parco di Naxos, ma che di fatto non gli appartengono. I beni di cui stiamo parlando non dovrebbero essere semplicemente ‘affidati’ (il capogruppo sottolinea questa parola), ma ‘adottati’ e non con un semplice pezzo di carta perché l’adozione comporta delle cure costanti, cosa che noi intendiamo fare. Si pensi alla situazione di Palazzo Corvaja, sede del primo parlamento siciliano, dove spesso sono tenute delle mostre, ma in condizioni pessime: quando ci sono acquazzoni si allaga regolarmente.”

Il sindaco ha adesso trenta giorni di tempo per attuare il progetto, accettando i bilanci e stilando un cronoprogramma, viceversa se non si attenesse alla volontà dei consiglieri questi ultimi sono pronti a rivolgersi alla Corte dei Conti e alla Regione convinti che “la questione non può essere bypassata in nome dell’interesse collettivo – afferma Composto -. Abbiamo tanti di quei beni che se si facesse un biglietto unico si potrebbe creare un vero e proprio circuito, ma dobbiamo avere la disponibilità da parte delle istituzioni in linea con una volontà di piena valorizzazione del territorio. Non cerchiamo lo scontro, ma vogliamo un incontro – conclude -, siamo convinti di quello che abbiamo fatto e andremo avanti. ”