Oggi si consumerà il doloroso passaggio presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro, per i primi 200 lavoratori dei Servizi sociali.

Già in 457 hanno ricevuto la lettera di licenziamento ed entro gennaio rimarranno a casa, in quanto è in scadenza l’attuale contratto delle cooperative e il Comune è impossibilitato – per l’attuale crisi –  a indire un nuovo bando.

Intanto, la Fp Cgil, la Cisl Fp e la Uil Fpl chiedono l’immediata apertura del tavolo tecnico per i Servizi Sociali e il Prefetto si è mobilitato, scrivendo al commissario Croce al fine di evitare il licenziamento di 700 persone – questo il numero totale dei posti di lavoro a rischio – e la chiusura di “Casa Serena”.

I rappresentanti sindacali Crocè, Emanuele e Calapai hanno ribadito l’utilità di mantenere i servizi: “E’ necessario salvaguardare posti di lavoro e la tutela ad anziani, disabili, bambini e fasce più deboli della nostra comunità”.

L’apertura immediata del tavolo tecnico sui servizi sociali, lo avevano chiesto le Federazioni del Pubblico Impiego di Cgil, Cisl e Uil nel corso dell’incontro tenutosi in Prefettura lo scorso 26 novembre a seguito delle procedure di raffreddamento relative allo sciopero generale dei servizi sociali ed ora è giunta al commissario Croce la lettera del Prefetto Trotta.

“Il commissario Croce – hanno dichiarato Crocè, Emanuele e Calapai – ha il dovere di attivarsi con urgenza per scongiurare una gravissima crisi occupazionale che la città di Messina rischia di vivere a causa della mancata pubblicazione dei bandi e della chiusura di Casa Serena visto che saranno licenziati 700 lavoratori”.

Riguardo ai licenziameni, “li respingeremo con forza – hanno affermano i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – ma il commissario non può perdere altro tempo. La perdita di 700 posti di lavoro avrà un impatto sociale devastante e si rischia di degenerare in un grave clima di tensione sociale visto che 700 famiglie non avranno più le risorse per far fronte alle spese di prima necessità e si troveranno senza alcuna prospettiva futura. Qui non parliamo di numeri, ma di persone, di famiglie. Come non sono freddi numeri gli oltre duemila assistiti dai servizi sociali. Anziani, disabili spesso soli e abbandonati, bambini, ragazzi che vivono in quartieri abbandonati e che rischiano di diventare manovalanza per la criminalità. Non si può fare una semplice operazione ragionieristica”.

Siamo pronti a mobilitare tutto il settore – hanno continuato i sindacalisti –. Chiediamo certezze sul futuro occupazionale dei 700 lavoratori impegnati nei servizi sociali mentre per Casa Serena il Comune ha l’obbligo di chiarire tutti gli aspetti relativi agli interventi da effettuare, le modalità, la tempistica e il mantenimento dei livelli occupazionali. Bisogna tenere in considerazione le relazioni presentate dei tecnici incaricati a effettuare i sopralluoghi e considerare che gli anziani hanno già espresso la loro indisponibilità a essere trasferiti in altre strutture”.

Anche secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è necessario scongiurare ogni ipotesi di trasferimento degli anziani in altre strutture private. “Casa Serena è una struttura pubblica alla quale la comunità messinese non intende rinunciare. I servizi sociali – hanno concluso Crocè, Emanuele e Calapai – devono necessariamente essere oggetto dell’auspicato tavolo che il Commissario Croce ha l’obbligo di convocare”.

cdp