Il Tribunale di Messina sequestra beni per 18 mln

Mafia, maxi confisca a imprenditore acese pentito

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15 novembre 2011 -  Beni per un valore di diciotto milioni di euro sono stati sequestrati all’imprenditore Alfio Giuseppe Castro, 58 anni, originario di Acireale, ora collaboratore di giustizia. Il provvedimento definitivo di confisca è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina.

Lo scorso marzo i carabinieri del Ros avevano sequestrato i beni a Castro. Si tratta di tre imprese di costruzioni ed il relativo patrimonio aziendale, una villa, quattro appartamenti, diversi autoveicoli, una proprietà fondiaria dell’estensione di dieci ettari e numerosi conti correnti.

Le indagini economico-patrimoniali, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, avevano permesso di accertare una forte sproporzione, tra l’ingente patrimonio individuato ed i modesti redditi dichiarati dall’uomo.


Castro, già condannato in via definitiva per mafia, è ritenuto il referente, per conto della famiglia mafiosa di Nitto Santapaola, delle attività criminali nel comprensorio di Barcellona Pozzo di Gotto. Nel 2000, il collaboratore di giustizia Salvatore Chiavetta aveva accusato Castro di avere assunto la funzione di collettore dei proventi delle attività estorsive perpetrate dall’organizzazione mafiosa di Santapaola, assicurando che gli imprenditori corrispondessero, attraverso rapporti di subappalto, il prezzo delle estorsioni. 

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