Sono stati convocati dal Prefetto di Messina 45 sindaci dei paesi dei Nebrodi in provincia di Messina che stanno preparando una protesta contro le quote di migranti che ciascun comune deve accogliere. La protesta è partita ieri dal sindaco di Castel’Umberto e si è allargata, poco a poco, fino a raggiungerei ben 45 comuni dei Nebrodi. Non tutti sono certi di aderire alla protesta ma l’opposizione ci sarà.

I comuni lamentano di non essere mai stati coinvolti nelle operazioni di divisione dei migranti. In pratica subiscono solo le indicazioni che vengono dal governoc entrale. e a prescindere dalle quote di accoglienza, che per il comprensorio poer il2017 si fermano a 2000 migranti, eskiste il problema dei minori nona ccompagnati che nonvengono tenuti in considerazione inq ueste quote e devonor estare nell’area dove sonos barcati.

Un sistema che rischia di riem pire di migranti piccoli Paesi montani, sostengono i sindaci che protestano. Non è razzismo ma si tratta di capacità ricettiva proprio dei comuni in questione.

Il prefetto ha dunque convocato i sindaci per giovedì 20 aprile alle 12 ma nel frattempo non intende spostare i migrantio attualmente ospitati nel territorio.

“È evidente che nella pianificazione dell’accoglienza è necessario coinvolgere le Amministrazioni e le comunità locali, ma è altrettanto evidente che non si può strumentalizzare o confondere scelte di amministrazioni locali che nulla hanno a che vedere con la storia, la cultura e la prassi dell’accoglienza e della solidarietà che sono nel DNA del popolo siciliano” dice il presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando che prosegue “Altrettanto evidente, come più volte ha ricordato  Papa Francesco e ieri Don Corrado, è che appare del tutto fuorviante confondere o, peggio ancora, mettere in contrapposizione le necessità delle comunità locali e gli interventi di solidarietà sociale e per lo sviluppo ad esse rivolti, con gli interventi di accoglienza e solidarietà rivolti ai migranti. Gli uni non escludono gli altri, ma anzi si rafforzano a vicenda, perchè è nel riconoscimento del diritto di tutti e di ciascuno che tutti e ciascuno vengano rispettati, riconosciuti come cittadini e tutelati”.

“Bene ha fatto il Prefetto Francesca Ferrandino a convocare i 45 sindaci del Messinese al centro del dibattito sull’accoglienza dei migranti già giovedì prossimo 20 luglio, per affrontare insieme la questione immigrazione. Una convocazione che mi aveva annunciato al telefono nel pomeriggio lei stessa dopo avermi aggiornato sulla situazione”  dice il Sottosegretario alla Salute Davide Faraone dopo un colloquio telefonico proprio con il prefetto di Messina sulla situazione dell’accoglienza nei comuni del comprensorio che ha fatto seguito alle polemiche delle ultime ore.

“Quella dell’accoglienza è materia estremamente complessa e delicata che va affrontata con una forte collaborazione a tutti i livelli istituzionali. Deve esserci reciprocità fra istituzioni centrali e autonomie locali. Solo insieme possiamo dare risposte concrete al fenomeno dell’immigrazione ed alle preoccupazioni del territorio e dei suoi abitanti”.

“Proprio per questo bisogna respingere con forza qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica che può essere fatta da taluni a fronte delle rivendicazioni delle comunità locali. La sinergia fra istituzioni, l’equilibrio fra accoglienza e ascolto delle giuste preoccupazioni e rivendicazioni del territorio sono le uniche vere risposte che possiamo e dobbiamo dare a tutti”.

Attacca i sindaci, invece, la Cisl di Messina “Serve a poco celarsi dietro il retorico ‘si all’accoglienza, ma… si legge in una nota –  Il ma…’ serve semplicemente a nascondere il vero fine delle proteste, che sono razziste e mirano a cercare facile consenso e visibilità”.

“E’ legale compiere atti contro la legge – si chiedono Il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese e il referente d’ambito Cisl Sant’Agata Militello, Basilio Caruso  –  compresa una velata istigazione all’odio razziale, specie se si ricopre una carica istituzionale? E’ educativo, da parte di chi dovrebbe essere da esempio nei confronti delle comunità amministrate,  assumere posizioni di protesta contro altri organi dello Stato?”

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