Potrebbero avere inalato dell’idrogeno solforato i marittimi coinvolti nell’incidente a bordo del traghetto ‘Sansovino’. E’ una delle ipotesi formulate dai vigili del fuoco di Messina che sono intervenuti per prestare i primissimi soccorsi dopo l’incidente di ieri.

I marittimi si trovavano nel vano riservato alle pompe di sentina del traghetto, una zona comune a tutte le nave dove si accumulano i residui oleosi, idrocarburi e le acque sporche prodotte dall’imbarcazione, è probabile che possano essersi formate delle sacche di idrogeno solforato. E’ un gas che ha un odore molto forte simile alle mandorle amare ed inalandone parecchio può provocare delle serie intossicazioni.

La dinamica dell’incidente non è ancora chiara: forse, ma è solo un’ipotesi, qualcuno dei marittimi si è sentito male ed ha chiesto aiuto, così anche gli altri sono rimasti intossicati.

Il traghetto Sansovino è sotto sequestro per consentire ai militari della Capitaneria di porto, che si occupano dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Messina, di effettuare i sopralluoghi necessari ad accertare le cause dell’incidente. Al momento il fascicolo, di cui sono titolari i magistrati Giovannella Scaminaci e Federica Rende, è contro ignoti.

Uno dei feriti è ancora ricoverato all’ospedale Piemonte in prognosi riservata, mentre una seconda persona potrebbe essere dimessa già in serata. Altri hanno già lasciato le strutture sanitarie messinesi.

Per domani Cgil, Cisl e Uil hanno indetto un sit-in al molo Norimberga per “sensibilizzare ulteriormente istituzioni e controparti” sulle tematiche della sicurezza “e per esprimere tutta la vicinanza e il sostegno ai marittimi tutti”.

In una nota i sindacati chiedono “che si faccia piena luce sulla dinamica dei fatti, sulle eventuali cause e responsabilità” e che “si riapra immediatamente il tavolo istituzionale di monitoraggio e di verifica sui temi della sicurezza e della salute”.