
5 ottobre 2011 - C’è anche l’ex vicepresidente di Confindustria e dell’Ance di Messina, Carlo Borella, tra gli indagati he hanno ricevuto dai sostituti della Dda peloritana, Angelo Cavallo e Giuseppe Verzera, l’avviso di conclusione delle indagini dell’operazione antimafia “Sistema 2″ della Squadra Mobile sul “pizzo” imposto alle imprese che si aggiudicavano gli appalti nel barcellonese.
Borella, che lo scorso 9 aprile si era autosospeso dalle due cariche ed aveva ritirato la propria impresa, la Demoter, dall’associaziojne degl’Industriali, è accusato di favoreggiamento aggravato di un’associazione mafiosa per aver negato di aver pagato ai boss di Barcellona Pozzo di Gotto, legati a Cosa Nostra, la cosiddetta “messa a posto” dopo l’aggiudicazione di un appalto per la metanizzazione in contrada Inardo del Comune di S. Lucia del Mela.
La Dda aveva chiesto il suo arresto e quello del geometra della Demoter Biagio Raffa che avrebbe emesso false fatturazioni per 20 mila euro per operazioni inesistenti di “nolo a freddo” di mezzi d’opera e con quest’escamotage avrebbe “mascherato” la tangente imposta dalla mafia.
Ad accusare Borella è l’imprenditore Giacomo Venuto della “Mediterranea
Costruzioni” il quale, dopo aver accettato di versare il pizzo al reggente della famiglia mafiosa barcellonese Carmelo D’Amico (10 mila euro a Natale, Pasqua e Ferragosto) per ottenere un subappalto nel ciclo del cemento per il parcheggio del centro commerciale Parco Corolla, ha deciso di collaborare con la giustizia raccontando il sistema delle estorsioni sugli appalti.
Già nel 2009 contro la sezione messinese dell’Ance, nell’operazione “Sistema”, avevano parlato il testimone di giustizia Maurizio Marchetta, architetto ed ex vicepresidente
di An del consiglio comunale di Barcellona, e l’imprenditore Alfio Giuseppe Castro, ritenuto “testa di ponte” del boss catanese Nitto Santapaola in provincia di Messina.
Oltre a Borella l’avviso di conclusioni indagini ha raggiunto il boss reggente dei ”barcellonesi” Carmelo D’Amico, il boss dei “mazzaroti” Tindaro Calabrese, l’imprenditore-pentito Alfio Giuseppe Castro ed il geometra della “Demoter”, Biagio Raffa.
Per i boss D’amico e Calabrese e per l’imprenditore-pentito Castro l’accusa ipotizzata è di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
ma ritirate il presidente che è cerebroleso perchè solo un cerebroleso può fare ritirare un uomo e campione vero come...
La voglio vedere tutta nel caso in cui vince Orlando, con l'IDV contro Monti, chi glieli deve dare i soldi al professore...
Era ora... il pesce dopo 'nu poco puzza....
Dopo Scapagnini e Stancanelli adesso pure questo qui, quello che faceva l'ultrà fascista, che è stato al servizio di e...
I Greci hanno studiato la prospettiva e corretto l'inclinazione e la distanza delle colonne per offrire all'osservatore ...
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uovo d un ora,pan d un di,vin d un anno,pesce di dieci,Amigo di trenta...
@niki quindi la soluzione è 100 anni di castellucci? Nessun al altro privato, nessuna altra alternativa in 100 anni. So...
bellissima interpretazione, politica eccelsa portiamo orlando!...
mi sembra che perderà l'elezione!...
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