E’ guerra aperta al Commissario straordinario della Città metropolitana di Messina che ha deliberato il ‘dissesto’ dell’Ente di area vasta per evidente impossibilità di pareggiare i conti. Si tratta della prima delle ex province che cade sotto i colpi di tagli insostenibili, di prelievi statali e di una riforma fatta a pezzi e praticamente mai applicata (e forse inapplicabile) che ha ucciso servizi e bilanci. Non è diversa la situazione delle altre otto fra Città Metropolitane e Liberi Consorzi.

ma nonostante l’inevitabilità della sorte a Messina le parti sociali si scagliano in maniera violenta contro il Commissario romano. La Cisl Funzione Pubblica non utilizza parole tenere definendo gli ultimi cinque anni di attività utili “solo a fare parate e partecipare ad eventi che hanno dato visibilità al Commissario e al Governatore Crocetta che in questi lunghissimi anni ha prorogato l’incarico di volta in volta, mentre in altre province si è proceduto all’avvicendamento”.

Negli anni di commissariamento, la Cisl ha sempre evidenziato le forti criticità e le difficoltà gestionale di un Ente “nato monco per volere di un governatore regionale che è riuscito negli anni a tenere accesa la fiammella delle Città Metropolitana e dei Liberi Consorzi. Oggi – affermano il segretario provinciale della Cisl Fp Calogero Emanuele e il segretario aziendale Giovanni Coledi – a distanza di cinque anni, torniamo dove eravamo prima: elezioni diretta degli organismi con l’aggravante della paralisi e del tracollo economico. finanziario e gestionale delle ex Province”.

Per la Cisl Fp, il commissario, Romano ha la responsabilità di avere accompagnato la ex Provincia ad una lenta agonia che oggi sfocia nell’ipotesi di dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente, e la Cisl con forza esprime tutta la propria contrarietà all’avvio di tale procedura.

E’ una guerra aperta senza precedenti quella dichiarata dals indacato messinese “Dimenticando i 108 sindaci della Città Metropolitana, con atto di indirizzo peraltro non di sua competenza, ha annunciato l’attivazione delle procedure del dissesto finanziario dell’Ente, a causa dei tagli e dei mancati trasferimenti nazionali e regionali ma, anche, per le scelte poco oculate e le non decisioni di una gestione commissariale che la Cisl ha sempre denunciato”.

“L’ipotesi di dichiarazione del dissesto – continuano Emanuele e Coledi – appare fuori luogo e intempestiva, considerata l’imminenza del rinnovo del Parlamento siciliano e del recente ripristino da parte dell’ARS delle norme sull’elezione diretta della Città Metropolitana. Non sfugge a nessuno, in particolar modo ai dipendenti dell’Ente che dopo i 5 anni trascorsi tra mille difficoltà operative e di prospettiva sul ruolo e sulla garanzia occupazionale, che l’epilogo a cui si giungerebbe sarebbe una ulteriore mortificazione del ruolo istituzionale dell’Ente e dei percorsi professionali dei dipendenti”.

Dal sindacato quindi un richiamo al Sindaco metropolitano: “Svolga realmente il suo ruolo, senza delegare, ed assuma le giuste iniziative per evitare queste fughe in avanti del Commissario”.

La Cisl Fp ritiene necessaria la convocazione urgente di un tavolo tecnico e la sospensione dell’avvio delle procedure per individuare le soluzioni più idonee per evitare che si aggravino le già precarie condizioni della Città Metropolitana e con essa i servizi ed il personale in servizio”.

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