Alluvione di Messina, non ha ucciso la natura ma l’uomo
“Alla fine i morti saranno 50“, ha dichiarato Silvio Berlusconi. Un numero impressionante, che sottolinea ancora di più l’imponenza della tragedia che riguarda soprattutto le località di Briga Marina, Giampilieri, Molino, Altoli e Scaletta Zanclea. Una catastrofe siciliana, in cui la causa efficiente è la natura ma l’uomo ci ha messo molto del suo, poiché c’è stato un uso scellerato del territorio. Una relazione risaputa, che già nel 2007 causò danni ma non morti e nella nostra terra quando non ci sono i secondi, si suole soprassedere.
Una “tragedia annunciata“, dunque. Una constatazione che mette ancora più rabbia, macchiata dal sangue, soffocata dal fango.
La polemica derivante, pertanto, non può essere sottaciuta, ma deve essere lamentata, affiancata alla disperazione di chi ha perso un familiare e un amico, alla devastazione emotiva di chi non ha più una casa.
Dopo il terremoto de’ L’Aquila e dopo l’alluvione del messinese, dovrebbe essere definitivamente chiaro che l’Italia è un paese vecchio, soprattutto quando ci si allontana dalla pianura padana. E non solo è un paese retrogrado, struttualmente legato al passato, ma è anche malato di superficialità amministrativa, soprattutto a livello locale, dove i riflettori mediatici sono spesso spenti, dove è l’interesse privato a fare da padrone.
La Sicilia, infine, è una terra infettata dal cemento, dall’abusivismo edilizio: così è perché c’è chi da questo ne guadagna profitto. Costruire qua e là, non badando agli assetti naturali, alle disfunzioni idrogeologiche, al rispetto per le bellezze siciliane, è terrorismo. E ieri c’è stato un attentato alla vita.






















io credo che si l’abusivismo edilizio abbia contribuito allla tragedia, ma è PUR VERO che le amministrazioni locali in 2 ANNI non hanno provveduto alla messa in sicurezza del sito realizzando canali di gronda e opere proprorzionate al campanello di allarma che già era scattato 2 anni fà.
Noi Indipendentisti du Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu –“ Sicilia Indipinnenti” e ovviamente l’intero F.N.S., siamo provati ed addolorati per le vittime, i feriti e gli sfollati di Giampilieri e Scaletta Zanclea.
Se il dolore e il pudore sono prevalsi e prevalgono su ogni altra cosa tuttavia ad esso si affianca, in noi, la doverosa rabbia per ciò che appare sempre più evidente e cioè che certa politica e la sua promanazione tecnico-burocratica hanno fatto o non hanno fatto per evitare e/o comunque limitare gli eventuali danni di eventi dovuti al dissesto idro-geologico.
Speriamo che almeno questa volta si individueranno responsabili, colpevoli e conniventi che hanno concretamente permesso che ciò accadesse e potesse causare una siffatta tragedia.
Pretendiamo intanto provvedimenti seri e celeri e poi un programma capillare di sistemazione idrogeologica del territorio.
Vorremmo poi dire, visto che altri ne hanno parlato, che appare evidente che il Ponte sullo Stretto si dimostra un opera secondaria, inutile e che quei fondi vanno immediatamente utilizzati invece per risanare e bonificare il territorio siciliano.
A tal proposito va precisato che la maggior parte del Popolo Siciliano non vuole il Ponte sullo Stretto e ciò si può verificare con uno specifico Referendum.
E ora che si finisca di spacciare per consenso del Popolo Siciliano alcune manifestazione di propaganda pro ponte organizzate e forse finanziate dai pontisti per millantare quel consenso del Popolo Siciliano che nei fatti non esiste.
@Pinux: sono d’accordo con te. Infatti ho scritto: “malato di superficialità amministrativa, soprattutto a livello locale”.
MA COME FA A RIPETERE CONTINUAMENTE IN TV QUEL SERVO DI BERLUSCONI DI NOME BERTOLASO CHE QUESTA TRAGEDIA è STATA COLPA SOLO DELL’ABUSIVISMO, SE INVECE DALLE IMMAGINI GIRATE DAGLI ELICCOTTERI SI VEDONO FRANE DI DIMENSIONI ENORMI SULLE MONTAGNE DOVE NON VI ERANO NE CASE NE CEMENTO, MA SOLTANTO TERRENI COLTIVATI E TERRAZZATI CON ALBERI SECOLARI.
PERO’ TUTTI SAPEVANO CHE QUEI TERRENI, PER LE LORO CARATTERISTICHE NATURALI NON ERANO STABILI E QUINDI OCCORREVANO DEGLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO.
COMUNQUE SECONDO ME E’ STATA UNA CATASTROFE DOVE SICURAMENTE ANCHE L’UOMO CI HA MESSO LA SUA COSTRUENDO LE CASE A VALLE IN MODO SCELLERATO.
Ma finiamola con questa storia dell’abusivismo, si, ci sono alcune case spuntate come funghetti qua e la, ma quei paesi stanno li da oltre cento anni! A briga superiore ci viveva la mia bisnonna, morta ormai da più di 20 anni e prima ancora ci vivevano i suoi. Nei miei 36 anni quello che non si ho mai visto fare è una politica di messa in sicurezza di quelle montagnette, già di per se franose, basta pensare alla costa ionica in quelle zone, dove su tutte le pareti rocciose hanno messo le reti di contenimento e nonostante ciò ogni tanto qualche masso arrivava sulla strada costiera. Inoltre anche gli incendi di natura dolosa, per farsi dispetto tra contadini, hanno fatto il suo… sono molto triste per quanto è successo.
@una paesana: è indubbio che l’abusivismo non è l’unica causa di quanto accaduto, perché in concorso c’è anche ciò che hai giustamente sottolineato.
L’intervista e le dichiarazioni di Berlusconi lasciano esterefatti.20 morti+ 30 dispersi= 50 morti. Bene…….che profusione di ottimismo da parte del premier, strano che non usi lo stesso ottimismo per la crisi economica. Beh lì andiamo alla grande……..lui sicuramente non avrà problemi, ma gli amici messinesi ……credo di avere qualche dubbio sulla risoluzione del problema. Il premier non potrà uscirsene con 4 prefabbricati in legno, magari spera che alla prossima si salvi qualcuno, magari galleggiando come su una zattera. In bocca al lupo e buona fortuna amici.
aggiungete il contatto: fatina99@hotmail.it
[...] finirebbe direttamente nel fiume). Anche l’abbandono delle campagne (di cui parlava il geologo Graziano riguardo al caso di Messina) contribuisce ad aumentare la probabilità di piene catastrofiche, [...]